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SONO VENUTO A VIVERE
CON VOI
Ingresso nella Diocesi di
Ischia
14 Febbraio 1998
SALUTO ALLA COMUNITÀ CIVILE ED ECCLESIALE
Amato Monsignore* e stimato Signor Sindaco, grazie !
in questo affettuoso incontro fra me, pellegrino sbarcato sull’isola
in compagnia di tanti amici della Chiesa di Napoli e voi, gente accogliente
di Ischia, avverto nel cuore e nella mente l’impulso a dire una parola
non solo di saluto e di ringraziamento per tutti voi, ma anche una parola
ispirata alla Bibbia che é insieme auspicio e promessa, attualizzata
nella nostra vita e incarnata nella nostra storia: sono venuto a vivere
con voi, dove dimorate voi dimorerò anch’io, dove lavorate voi lavorerò
anch’io, dove soffrite e gioite voi soffrirò e gioirò anch’io,
perché i vostri dolori saranno i miei e le vostre feste saranno
anche le mie, i nostri problemi li condivideremo e i vostri santi patroni
saranno anche i miei protettori, la storia di santità della vostra
Chiesa diventare anche mia, come dono e senza mio merito.
Perciò con l’aiuto di Dio e la protezione di Maria che tanto
amiamo filialmente, vorrei essere il Vescovo del passaggio di millennio,
il Maestro della evangelizzazione nuova, il Pastore che dovrà autenticare
stili di vita per le comunità non solo dell’Isola ma anche per tanti
turisti che vengono attratti dalla bellezza della natura, qui seminata
a piene mani, che e una delle principali e universali vie della salvezza.
Vengo portando nel mio zaino il sogno di servire tutti i fratelli che
il S.Padre mi ha affidato nel giorno dell’Epifania con le parole: “ Tu,
diffondi la luce di Cristo nella diocesi italiana di Ischia !” e la porterò
dappertutto: da Casamicciola a Lacco Ameno, da Serrara Fontana a Barano,
da Forio a Ischia, diventando l’uomo di Dio per tutta la comunità,
l’amico dei giovani, l’apostolo della famiglia, il conforto per i sofferenti,
il fratello dei sacerdoti, la sentinella della vita sociale, il padre di
tutto questo popolo.
Sono stato mandato per presiedere, con il ministero episcopale segno
della paternità e maternità di Dio, il servizio dell’Amore
e suscitare melodie di testimonianze e di comunione in.tutto il popolo
di Dio, sinfonie di dialogo con tutti gli uomini di buona volontà,
credenti o ancora in ricerca, armonia di collaborazione con le istituzioni
civili, militari, culturali...
Alla Madonna dell’accoglienza e dell’«eccomi» e ai Ss.
Patroni S. Restituta e S. Giovangiuseppe della Croce affido questo mio
inizio di cammino in mezzo a voi e con voi: nell’unita dello Spirito Santo
ci ascolteremo a vicenda, faremo posto nel nostro cuore a tutti e dopo
un attento discerni- mento e una continua revisione della nostra vita pastorale,
ci prepareremo alla grande celebrazione del Giubileo e insieme costruiremo
il nostro domani di pace, solidarietà, speranza e amicizia in Cristo
Gesù Signore nostro. Amen.
Grazie a tutti.
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