LETTERE PASTORALI


 

 

LETTERA  PASTORALE
 

BIGLIETTO di RINGRAZIAMENTO
"Il Signore ha visitato e redento il suo popolo" (Lc 1,68)

  

    Con il Giovedì Santo del 2003, quando tutte le componenti ecclesiali sono presenti alla S. Messa Crismale, non come "un esercito all'altare" bensì per fare comunione fra noi e rinnovare i nostri impegni sacerdotali e battesimali davanti a Gesù, sommo ed eterno Sacerdote, si conclude la Visita Pastorale di tutte le comunità dell'Isola.
    Non termina però l'esperienza di reciproca accoglienza, anzi si rinsalda sempre più perché non dettata solo da simpatia, benevolenza, organizzazione e manifestazioni, ma fondata nel "segno" della salvezza portata da Gesù con la sua visita nella casa di Zaccheo "Oggi la salvezza è venuta in questa casa!" (Lc. 19;9), dopo la sua proposta "Oggi voglio fermarmi a casa tua" (Lc.19,5).
    Al centro della visita pastorale abbiamo ricevuto un grande dono: la Visita del Pastore di tutta la Chiesa, Giovanni Paolo Il, nel fatidico 5 maggio 2002.
    La Visita del Papa fra noi ha confermato la nostra Chiesa, il proposito di "prendere il largo", l'impegno generoso dei giovani e l' attesa vigilante della gente, con il triplice mandato "Ascolta, Accogli e Ama" e su questi tre fondamenti si è poggiata anche la nostra visita.

    1 - Infatti, tutti ci siamo ascoltati in un clima di dialogo paterno e fraterno. Il Vescovo ha ascoltato attentamente le varie istanze, le difficoltà, le problematiche nuove emergenti da un' assunzione di responsabilità da parte dei laici, le esperienze vissute con spirito di fede, la solitudine e la sofferenza degli ammalati, la gioia e il canto dei bambini, la ricerca di grandi ideali dei giovani, soprattutto ha ascoltato i sacerdoti, diretti e fedeli corresponsabili nell' edificazione del Regno di Dio, ai quali va tutta la mia ammirazione e gratitudine per l' abnegazione, lo spirito di sacrificio e il lavoro a tempo pieno del loro ministero.
    Anche voi siete stati aperti nell' ascoltare il Vescovo che, con semplicità, donava la sua modesta esperienza vissuta in un altro contesto parrocchiale ma con alcune linee comuni di evangelizzazione, contenuti e metodologia da sperimentare, sentieri nuovi da aprire.
    In tutti gli incontri, soprattutto liturgici, siete stati attenti alla Parola di Dio giornaliera che segnava il nostro passo e alla riflessione che il Magistero della Chiesa interpretava e traduceva nella situazione attuale del nostro vivere.

    2 - Ci siamo anche accolti "gli uni gli altri" perché la vocazione nostra (permettetemi di dirvi "nostra", perché mi sento parte integrante con voi), scritta nel DNA dello spirito isolano, è l'accoglienza, oltre ad essere un elemento essenziale del nostro essere cristiani.
    Voi avete sempre ben accolto il Vescovo in tante manifestazioni ecclesiali e civili, nei gruppi e nei movimenti, nelle scuole e nei comuni, nelle associazioni e nei circoli, negli alberghi e allo stadio, nelle case e nelle strutture sociali, militari, lavorative e il Vescovo ha accolto voi nei colloqui e nelle confessioni, negli inviti e nelle richieste, nelle indicazioni e nei propositi.
    Insomma l'accoglienza è diventata operativa, secondo le mie possibilità e i miei limiti, ma mai ritenuta di secondaria importanza.

    3 - Ora sono cresciuti i modi di amare e dopo la Visita attueremo una condivisione della stessa strada, facendo il cammino insieme con un Sinodo (l'ultimo fu celebrato nel 1937-8 con il venerato predecessore S. Ecc. Mons. Ernesto De Laurentiis).
    Il Sinodo (da Sun-odòs cioè camminare insieme e stare insieme per camminare) potrà essere - ce lo auguriamo - una forte esperienza di Chiesa, "casa e scuola di comunione", perché il nostro amare non sia solo un aiuto reciproco o un guardarsi teneramente negli occhi, ma camminare insieme verso la stessa direzione che è l'Incarnazione sempre più profonda di Gesù Cristo in mezzo alla nostra comunità e trasmettere l'annuncio della Verità ricevuta dal Signore sull' esistenza personale, attuando le vie scelte e proposte da tutti "in un mondo che cambia".
    E' passato ormai il secolo della modernità dove la scoperta del soggetto, ritenuta unica fonte di esperienza, è sfociata in secolarizzazione come autonomia dell'uomo nei confronti della fede. Stiamo andando in questo nuovo secolo verso la post-modernità dove la logica del mercato, la prepotenza tecnologica e scientifica o all' opposto, l'effimero e la perdita della responsabilità, portano all'eclissi del senso di Dio e perciò si tende a mettere da parte il valore della vita.
    Navighiamo su Internet, ma verso dove? Quale sarà la natura che ci attende? quella uscita dalle mani di Dio o quella manipolata geneticamente? E Dio sarà confuso con uno dei tanti nomi nel sincronismo religioso o il Padre buono rivelato da Suo Figlio Gesù, fratello e Salvatore nostro?
    Noi cristiani, a questo mondo post-moderno, abbiamo un annuncio da trasmettere: Cristo Risorto presente fra noi nella Parola, nei Sacramenti e nel fratello con una nuova evangelizzazione, nuovi mezzi di comunicazione sociale, attuali modi di trasmissione dell'unica Verità.
    Ecco cosa ci attende come Chiesa di Dio presente a Ischia con lo sguardo all' esperienza della Visita Pastorale e un andare "oltre" con il Sinodo su cui cominceremo a riflettere nel III Convegno Ecclesiale del prossimo settembre c.a.

    Tirando le somme sull' esperienza per me molto positiva della Visita Pastorale e rivedendola con uno  sguardo retrospettivo, oltre ai tanti aspetti ben curati, dettati dalla buona volontà, spirito di sacrificio e zelo apostolico dei pastori e dei laici, vi sono ancora momenti di crescita da realizzare o rivedere in alcune parrocchie circa:

    A)  gli Organismi di Comunione, come il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP)
      e il Consiglio Affari economici (CPAE);
    B)  la Pastorale giovanile e familiare;

    C) la formazione, l'aggiornamento e la collaborazione degli operatori pastorali;
    D) la pastorale vocazionale;
    E) il decentramento pastorale.

A

    Il Concilio Vaticano II ha indicato, in una visione di Chiesa - Comunione, varie tappe di un processo che si va sempre più chiarificando: dalla collaborazione alla partecipazione, dalla condivisione alla corresponsabilità, dalla chiamata al servizio.
    Strutture parrocchiali di corresponsabilità sono il Consiglio Pastorale Parrocchiale e quello degli Affari economici. In essi, attraverso la designazione del parroco o l'elezione da parte della comunità, sono chiamati alcuni membri a rappresentare la coscienza e la volontà di corresponsabilità dei vari settori della vita parrocchiale specificamente
    -il multiforme servizio della Parola di Dio: catechesi a tutti i livelli, di ragazzi, giovani, fidanzati, famiglie, adulti...
    -il culto divino e la santificazione: ministranti, lettori, cantori, gruppi di preghiera...
    -i servizi di carità verso i poveri, ammalati, gli anziani... cioè Caritas, Missioni, Volontariato...
    -animazione cristiana delle realtà temporali: insegnanti, professionisti, commercianti, artigiani, pescatori...
    -diverse categorie e aggregazioni di fedeli: gruppi, movimenti, associazioni, cammini, congreghe...

    Il CPP e il CPAE fanno riferimento costante al parroco che ha "il carisma dell'insieme" con l'indirizzo unitario e la meta da conseguire, previo fondamento spirituale e incontri di programmazione e verifica.
    Insomma il CPP può diventare il "centro motore" di tutta la vita comunitaria della parrocchia, in collegamento con il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD) tramite il suo rappresentante.

B

    La famiglia e i giovani sono al centro della pastorale della Chiesa come soggetti di missione. Tutto passa per questi settori, la memoria del passato con gli anziani che donano saggezza ed esperienza, la compagnia del presente nella famiglia con il lavoro, le scelte di vita e l'impegno cristiano dei ragazzi, il futuro profetico dei giovani che essi preparano nel domani della società e della Chiesa.
    Per tutti è necessaria una formazione adeguata ai tempi, permanente come una scuola, protesa missionariamente verso altre famiglie e altri giovani e mentre essi approfondiscono l'educazione alla vita e all'amore con laboratori di fede, preparazione al sacramento del matrimonio... è necessaria una scuola di spiritualità per i genitori, un consultorio familiare diocesano e tanti momenti di sostegno o di recupero che la Diocesi si impegna ad offrire.
    A volte, venendo meno la cura capillare di questa pastorale verso giovani e le famiglie nelle comunità parrocchiali, viene poi a mancare anche l'esigenza di un completamento e perfezionamento dell'azione apostolica data dal Decanato o dalla Diocesi.

C

    Da ormai cinque anni è in funzione una Scuola per Operatori Pastorali, ma non tutte le Parrocchie ne usufruiscono, rischiando di continuare un superato modo di annuncio, evangelizzazione e catechesi. Ci sono ancora volenterosi catechisti che con tanta esperienza si impegnano a collaborare i parroci nella preparazione ai sacramenti o nel guidare gruppi e comunità, ma c'è bisogno di nuovi operatori pastorali, preparati teologicamente ed ecclesiologicamente che, con il mandato del Vescovo, vivano la loro ministerialità nelle Parrocchie o nella Diocesi, aggiornandosi continuamente e curando la formazione con ritiri, esercizi, lezioni bibliche ecc. E mentre si dovrebbero moltiplicare questi nuovi operatori pastorali in tutte le comunità ecclesiali, i catechisti, che da anni lavorano con tanta perseveranza ed esperienza, possono recuperare nella formazione culturale e spirituale partecipando, con gli altri, a corsi di formazione offerti dalla Diocesi. Anche noi Presbiteri abbiamo la possibilità di usufruire di questi servizi qualificati per una formazione permanente adeguata ai tempi.

D

    La pastorale vocazionale non è ancora diffusa in tutte le nostre comunità parrocchiali e religiose con la partecipazione ad iniziative diocesane: Scuola vocazionale, giornate mensili, campi-scuola, veglie di preghiera ...Il Signore ci sta benedicendo con una fioritura di giovani nel Seminario, in qualche ordine religioso, nel diaconato permanente e nella collaborazione ecclesiale, ma oltre alla preghiera del Rogate, all'Adorazione settimanale o mensile e alla Giornata del seminario annuale, c'è bisogno anche di testimonianze credibili e promozione vocazionale in sintonia con la programmazione annuale del Centro Diocesano Vocazione (CDV) che si apre a tutte le vocazioni, anche alla nuova prospettiva di una consacrazione nell' Ordo Virginum..
    Il Signore continua a chiamare giovani e ragazze alla sua sequela attraverso le famiglie, i sacerdoti, le situazioni... A tutti noi pastori, genitori, insegnanti il compito di amplificare il suo invito "Vieni e seguimi!".

E

    Le nostre parrocchie, anche quelle più modeste come numero di persone, insistono su un territorio vasto e frazionato in zone e agglomerati di case. Può essere un nuovo "segno dei tempi" il decentramento pastorale già in atto per alcune Parrocchie in Congreghe, Rettorie e zone ma ancora prevalentemente a livello di culto. Nelle zone potrebbero nascere varie comunità ecclesiali di base dove le persone, al ritmo mensile o più frequentemente, si radunano con un animatore pastorale per pregare insieme, meditare la parola di Dio con una catechesi ed avere un'attenzione ai problemi del territorio per gli ammalati, disabili, bisognosi.
    Si attuerebbe così un progetto di parrocchia "Famiglia di famiglie" o "Comunione di comunità" che ha come centro propulsore la grande comunità della parrocchia con i suoi servizi attuali e il punto di riferimento del Parroco ma dove tutti si ritrovano la domenica e in varie occasioni sacramentali, liturgiche ecc. Insomma si farebbe sintesi tra una "pastorale dei giorni feriali, delle case o della strada" e una "pastorale della tenda cioè del tempio e dei giorni festivi". È un sentiero nuovo che già qualche parrocchia ha in parte attuato testimoniandone l'efficacia e l'impegno missionario per raggiungere anche i lontani. 

    Con questi propositi e queste prospettive tutta la nostra Chiesa Isclana vuole "prendere il largo", spinta dal vento dello Spirito Santo che "rinnova la faccia della terra" e lancia sui mari della storia la nostra piccola barca.
    Se tutti remiamo verso la stessa direzione che ora la Visita Pastorale e domani il Sinodo ci indica, la Pasqua del Signore sarà risurrezione e novità di vita per noi e per il nostro ambiente.

    E la benedizione di Dio, l'intercessione materna di Maria, l'aiuto dei Santi Patroni S. Restituta e San Giovan Giuseppe della Croce, gli auguri fraterni scambievoli, ci accompagnino sempre nel nostro itinerario verso il Regno.

Giovedì Santo 17 aprile 2003                                                                                                           
                                                                                                         

 

 

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