LETTERE PASTORALI


 

Giovedì Santo 2004
 

 

      L'ITINERARIO DEL SINODO

Nel CD "Canta e cammina" definito da più parti "Una lettera pastorale in musica, indirizzata alla Chiesa di Ischia, in occasione del Giubileo 2000", il primo spiritual ha come titolo "In cammino con Dio" e fotografa la nostra comunità di oggi, 2004, nella sua preparazione al Sinodo.

   Quando i figli di Israele                                                                            Quando i due amici rattristati
  
partiron dall'Egitto,                                                                                    Lascian Gerusalemme,
  
li precedesti, Eterno, nel deserto,                                                            ti fai vicino a loro nel cammino,
  
nube nel cammino del giorno,                                                                  parli con parole di fuoco,
  
fuoco nel cammin della notte                                                                   spezzi loro il pane di vita,
  
e mai ti allontanasti da loro                                                                      mai più ti allontanasti da loro

                                                                                                                       E
l'acclamazione dell'assemblea nel ritornello dice:
   Oggi che insieme i figli tuoi                                                                     Cantiamo al Signore perché
  
preparano al domani,                                                                                 ha operato prodigi per noi.
 
guidali, Signore, nel cammino,                                                                  Egli è il nostro Dio .
 
luce nel momento di scelta,                                                                      il Dio dei nostri padri,
 
forza nelle ore di prova,                                                                             che oggi parla a noi nella Chiesa

  per
mai più allontanarti da loro

L'icona vetero-testamentaria dell' "Esodo di Israele dalla schiavitù d'Egitto alla libertà della Terra promessa", caratterizza il nostro rinnovamento ecclesiale in vista di una comunità mai ripiegata narcisisticamente su se stessa bensì sempre più aperta alle invenzioni dello Spirito, nella speranza della semina "Spes in semine".

E' l'invito a "Prendere il largo" (Lc 5,4) che a noi, gente di mare, è risuonato nel 5 maggio del 2002, dalle parole di Pietro il pescatore, Giovanni Paolo II, nella sua Visita Pastorale a Ischia.

La barca della Chiesa isolana, con la lampara della fede sempre accesa, ha intravisto nuovi orizzonti, "Cieli e terre nuove" verso mete ad ampio respiro.

L'icona neo-testamentaria dei "discepoli di Emmaus" richiama tutti alla presenza di Gesù accanto a  noi. Egli ritma i Suoi passi con i nostri ma i nostri occhi velati cela tanti problemi, contraddizioni, compromessi, sofferenze non sempre sanno riconoscerlo. Lui però ci sostiene nel cammino, incoraggia, rimprovera, spezza il pane della Parola prima di spezzare il pane Eucaristico nel casolare di Emmaus: è l'abbondanza e la ricchezza dei doni che il Signore vuole spandere a piene mani nella Chiesa di Ischia in seguito all'impegno di rinnovamento. 

E noi, come i discepoli di Emmaus, non vogliamo tenerci questi doni per goderne egoisticamente nella tana del nostro "particulare" ma portarli in circuito d'amore anche agli altri.

Il dono ricevuto diventa dono offerto a tutti, perciò andremo anche noi ad annunciare alla gente che "Cristo è presente e noi l'abbiamo riconosciuto nella Parola e nel Pane".

E' questa la testimonianza della carità nella missione, nella evangelizzazione, nella solidarietà e con­divisione.
Da queste due icone scaturisce la triplice dimensione del nostro Sinodo:

1 Il rinnovamento della nostra vita personale e comunitaria, religiosa e civile;

2 La Chiesa della Parola e dell'Eucaristia;
3 La comunità in missione di testimonianza.

Questo itinerario pastorale parte:
   - dall'istituzione di una o più cappelle sinodali per la preghiera di adorazione alla presenza di Gesù
        
Maestro e Salvatore al quale chiediamo di essere presente e di guidarci nel nostro cammino;
  
- dall'esame attuale della nostra situazione socio-religiosa a livello locale (cfr "Ischia, un'isola dai mille
        
volti" 1999) che guarda e discerne la radiografia della nostra comunità civile e religiosa con l'aggiunta
        di qualche ritocco su alcuni aspetti nuovi rilevati nelle lettere alla singole parrocchie al termine
       della visita pastorale (cfr "In cammino insieme" 2003 n. 1);
 
- dalle indicazioni che ci siamo dati con i Convegni Diocesani del 1999 "Verso il giubileo di Ischia",
        
del 2001 "Duc in altum" e 2003 "Dalla visita pastorale al Sinodo", e quelle ricevute dal magistero
        
del Papa e della CEI;
- dalle proposte di argomenti sinodali suggeriti dalle comunità e poi raccolte in uno "Strumento di
lavoro"
        elaborato da un comitato centrale.

Questo itinerario passa
attraverso
il vaglio di una fase parrocchiale (Consigli pastorali-sinodali e Gruppi) e poi decanale (con i rappresentati delle varie comunità della zona pastorale eletti dalle parrocchie e associazioni), sullo "strumento di lavoro" già preparato, per evitare dispersione di argomenti.

Finalmente l'itinerario giunge

alla
dimensione diocesana con la celebrazione del Sinodo presieduta dal vescovo e con la partecipa­zione di sacerdoti, delegati/e, religiosi/e, laici eletti dalla base parrocchiale, decanale e associativa.

Al termine il vescovo, alla luce dello Spirito Santo, discerne e sottoscrive dichiarazioni e decreti utili per la crescita della comunità diocesana promulgando gli atti sinodali.

Il Sinodo diventa così un atto legislativo e pastorale nello stesso tempo secondo il ruolo del vescovo che come Mosè (e viene ribadito nella recente Esortazione apostolica post-sinodale di Giovanni Paolo II "Pastores gregis" del 16/10/2003) è legislatore e pastore, padre e maestro, voce della Chiesa locale. Perciò, carissimi, è necessario promuovere il coinvolgimento della comunità ecclesiale e civile, nella ricchezza, molteplicità e varietà dei suoi componenti la cui partecipazione costituisce la novità di que­sto sinodo post-conciliare.

E' uno stile nuovo che si fonda sul dialogo e sul confronto, non una sorta di vago populismo o par­lamentarismo bensì la coscienza che tutta la famiglia di Dio, il Popolo santo, è capace di realizzare comunione essendo costituito con il battesimo un unico popolo profetico, sacerdotale e regale.

Infine la missione della chiesa pellegrina che è in Ischia e sostenuta da Cristo risorto che ci affida il mandato "Andate e annunciate il Vangelo (Mc 16,15)" e poi aggiunge "Rimarrò con voi fino alla fine dei tempi (Mt 27,20)" assicurando la sua presenza e da Maria, Madre della speranza e causa della nostra gioia insieme ai nostri Patroni S. Giovan Giuseppe della Croce e S. Restituta. 

Davvero questa Chiesa attraverso il Sinodo possa essere una Chiesa pellegrina in festa. In festa
- perché si fa continuamente accompagnare dal Risorto nella Parola, nei Sacramenti e nei Fratelli;
- perché traduce la gioia che i discepoli di Emmaus avvertivano ascoltando il divin Viandante, nella
 
gioia delle varie comunità;
- perché sa riempire ogni cosa della gioia delle beatitudini;
- perché vive con gioiosa vigilanza in attesa del suo Signore.

E tutti siamo offerte viventi della ,festa della verità,

tutti
prigionieri in attesa della festa della libertà,
tutti
affamati della festa della giustizia,
tutti
ammalati e bisognosi della vera festa.
Verso tutti questi ultimi vogliamo fare Sinodo (Sun-odòs = cammino insieme) visitandoli con il pane caldo di giornata ma anche offrendo loro la notizia del Dio che salva e l'amicizia umana che non emargina.

Nella
ispirazione alla festa di Gesù di questa prossima Pasqua 2004, a noi tutti l'impegno di esprime­re una Chiesa in missione che ravvivi il suo compito di essere "'segno", "seme" e "guida del Regno" e che aiuti quanti sono chiamati ad essere concittadini del Regno ad acquisirne i lineamenti di verità e vita, santità e grazia, amore e pace.
E
la nostra società civile possa riconoscere in questi nostri lineamenti di persone e di comunità Lui, il Cristo.

Tutti benedico con affetto,

 Giovedì Santo 8 aprile 2004            

                                                 

 

 

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