LETTERE PASTORALI
 


 

1 NOVEMBRE 2008

 

 

 

    IL dopo SINODO sulle ORME di S.PAOLO

   Concluso faticosamente ma anche diligentemente il XIII Sinodo della Chiesa Isclana, con l’intercessione di Maria, donna – icona di Una Chiesa Nuova nell’Amore e dei Ss.Patroni: S.Giovangiuseppe della Croce, già presente fra noi e l’urna di S.Restituta in visita da Napoli, è cominciato il nuovo Anno Pastorale 2008/9  sulle orme di S.Paolo, missionario per il mondo, in modo da sentirci in sintonia con tutta la Chiesa.

   1) Tutti noi: vescovo, clero, religiosi/e, laici…ci faremo missionari, come l’Apostolo delle genti, avvertendone profondamente, da cristiani, l’esigenza come impegno di testimonianza verso gli altri.
   Personalmente anch’io visiterò da missionario tutte le comunità ischitane nell’Isola e in Argentina e consegnerò, dopo la benedizione del S.Padre Benedetto XVI a Roma, il Libro Sinodale, preparato da tutti noi, per attuarlo, tradurlo, viverlo nei molteplici aspetti della vita ecclesiale sempre più aperta al mondo.
   E’ questa la “sollecitudine per tutte le Chiese” che divorò  l’Apostolo Paolo nel visitare le tante comunità sorte, nel mondo allora conosciuto, agli albori del Cristianesimo.
   L’ardore e lo zelo, la Parola di Dio e la forza dello Spirito lo spinsero nei luoghi più ardui, tra naufragi e difficoltà, prigionie e persecuzioni, tribolazioni e sofferenze, accoglienze e rifiuti, ma nessuno e nulla poterono fermare il suo apostolato "ad gentes".
   In questo fervore di attività, la croce è stata sempre al centro della sua predicazione “Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi che Cristo e Cristo crocifisso” ( I Cor.2,2), per cui “tutto ormai reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale…tutte queste cose le considero come spazzatura” (Fil 3,8).
   Su questo modello di apostolato noi vogliamo all’inizio di questo nuovo anno pastorale cominciare a incarnare il nuovo cammino post-sinodale di UNITA’ e NOVITA’ nell’AMORE.
   Anch’io viandante e pellegrino nelle varie comunità, incontrerò in assemblea parrocchiale le belle realtà della nostra Chiesa Isclana, incoraggiando e stimolando, suggerendo e consigliando tutti circa l’applicazione del Sinodo “frutto del nostro lavoro” come il pane e il vino dell’Eucaristia, perché si trasformi in realtà.
   Infatti nell’assemblea di ogni comunità e nella celebrazione sinodale di ringraziamento, con il dono ricevuto dallo Spirito, continueremo a camminare insieme sulle piste da noi tracciate.
   Una Lettera ad ogni decanato per le varie parrocchie della zona, sull’esempio di S.Paolo che scriveva ai cristiani del tempo, contestualizzerà il messaggio di spiritualità nelle diverse realtà dell’isola.
   Saranno solo suggerimenti pastorali dettati dal cuore di un Pastore e Maestro, limitato e precario certamente ma anche consapevole della missione affidatagli dal S.Padre per questa Chiesa sin dall’Epifania del 1998.

   2) Perciò in modo particolare in quest’anno ripeto a me e a voi come S.Paolo ai Filippesi (1,6) “Colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento”. 

-          Opera buona è stata la strada del Sinodo lastricata di sacrifici e incontri frequenti, di rinunzie e aspettative personali e comunitarie mettendo da parte vedute particolari o di gruppi ristretti e “pensare in grande” nella Chiesa sia diocesana che universale. Il nostro compito, sin dall’inizio del Sinodo, è stato di approfondire e riflettere, con lo studio e la preghiera, il dialogo e l'ascolto, gli aspetti principali del Concilio Ecumenico Vaticano II con le quattro Costituzioni, cioè abbiamo pensato universalmente ma per tradurre localmente lo sguardo della Chiesa “diffusa su tutta la terra” all’impegno premuroso nel quotidiano della Chiesa particolare, cioè lo sguardo al mondo e i passi nei viottoli interpoderali, nelle strade e fra le nostre case dell’isola. 

-          Opera buona è diventare sempre più coerenti tra le “proposizioni sinodali” nel Libro Sinodale e nelle Note Pastorali scritte e il confronto quotidiano nella vita delle singole parrocchie, decanati e realtà diocesane, con la partecipazione di tutti circa l’osservanza, verifica e attuazione. Perciò è sempre il Signore Gesù, con la luce dello Spirito e l’intercessione della Madonna e dei Ss.Patroni. che “porterà a compimento” l’opera buona del Sinodo, ma solo se troverà la disponibilità e la buona volontà, la docilità e il cuore aperto senza riserve e pregiudizi, senza false interpretazioni e rimpianti. Ora ci siamo dati nuovi indirizzi o ribaditi quelli universali interpretati non fedelmente, ma sostanziate di catechesi e di celebrazioni vissute, oltre all’impegno di una nuova evangelizzazione nei metodi di comunicazione e di approccio alle verità che sono “vie” alla comprensione del mistero del Verbo Incarnato nella nostra realtà umana. 

-          Opera buona, infine, sarà la perseveranza del “camminare-insieme ”. Abbiamo inaugurato un nuovo stile di Chiesa, un nuovo modo di vivere in Sinodo perché una Chiesa che non è sinodale non è Chiesa, una Chiesa che, secondo un antico midrash ebraico, è come la roccia da cui scaturì l’acqua che dissetò il popolo nel deserto e dopo seguì miracolosamente l’Esodo di Israele verso la terra promessa. La Chiesa allora è quella “roccia in movimento” che disseta con l’acqua della Grazia  scaturita dal costato di Cristo sulla croce, sempre pronta a seguire il suo popolo in cammino nel tempo.
  Con questi auspici e con autentici propositi di UNITA’ e NOVITA’ nell’AMORE, tutti benedico di cuore.

 

                      Ischia, 1 Novembre 2008
                      Festa di tutti i Santi                         

                                                                                                  

  

 

 

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