LETTERE PASTORALI
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1 NOVEMBRE 2008
IL dopo SINODO sulle ORME di S.PAOLOConcluso faticosamente ma anche diligentemente il XIII Sinodo della Chiesa Isclana, con l’intercessione di Maria, donna – icona di Una Chiesa Nuova nell’Amore e dei Ss.Patroni: S.Giovangiuseppe della Croce, già presente fra noi e l’urna di S.Restituta in visita da Napoli, è cominciato il nuovo Anno Pastorale 2008/9 sulle orme di S.Paolo, missionario per il mondo, in modo da sentirci in sintonia con tutta la Chiesa.
1) Tutti noi:
vescovo, clero, religiosi/e, laici…ci faremo missionari, come l’Apostolo delle
genti, avvertendone profondamente, da cristiani, l’esigenza come impegno di
testimonianza verso gli altri. 2) Perciò in modo particolare in quest’anno ripeto a me e a voi come S.Paolo ai Filippesi (1,6) “Colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento”. - Opera buona è stata la strada del Sinodo lastricata di sacrifici e incontri frequenti, di rinunzie e aspettative personali e comunitarie mettendo da parte vedute particolari o di gruppi ristretti e “pensare in grande” nella Chiesa sia diocesana che universale. Il nostro compito, sin dall’inizio del Sinodo, è stato di approfondire e riflettere, con lo studio e la preghiera, il dialogo e l'ascolto, gli aspetti principali del Concilio Ecumenico Vaticano II con le quattro Costituzioni, cioè abbiamo pensato universalmente ma per tradurre localmente lo sguardo della Chiesa “diffusa su tutta la terra” all’impegno premuroso nel quotidiano della Chiesa particolare, cioè lo sguardo al mondo e i passi nei viottoli interpoderali, nelle strade e fra le nostre case dell’isola. - Opera buona è diventare sempre più coerenti tra le “proposizioni sinodali” nel Libro Sinodale e nelle Note Pastorali scritte e il confronto quotidiano nella vita delle singole parrocchie, decanati e realtà diocesane, con la partecipazione di tutti circa l’osservanza, verifica e attuazione. Perciò è sempre il Signore Gesù, con la luce dello Spirito e l’intercessione della Madonna e dei Ss.Patroni. che “porterà a compimento” l’opera buona del Sinodo, ma solo se troverà la disponibilità e la buona volontà, la docilità e il cuore aperto senza riserve e pregiudizi, senza false interpretazioni e rimpianti. Ora ci siamo dati nuovi indirizzi o ribaditi quelli universali interpretati non fedelmente, ma sostanziate di catechesi e di celebrazioni vissute, oltre all’impegno di una nuova evangelizzazione nei metodi di comunicazione e di approccio alle verità che sono “vie” alla comprensione del mistero del Verbo Incarnato nella nostra realtà umana.
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Opera buona,
infine, sarà la perseveranza del “camminare-insieme ”. Abbiamo inaugurato un
nuovo stile di Chiesa, un nuovo modo di vivere in Sinodo perché una Chiesa che
non è sinodale non è Chiesa, una Chiesa che, secondo un antico midrash ebraico,
è come la roccia da cui scaturì l’acqua che dissetò il popolo nel deserto e dopo
seguì miracolosamente l’Esodo di Israele verso la terra promessa. La Chiesa
allora è quella “roccia in movimento” che disseta con l’acqua della Grazia
scaturita dal costato di Cristo sulla croce, sempre pronta a seguire il suo
popolo in cammino nel tempo.
Ischia, 1 Novembre 2008
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