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17 MAGGIO - SANTA RESTITUTA
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LETTERA di FILIPPO VESCOVO
al DECANATO di BARANO - SERRARA FONTANA
Carissimi,
siamo giunti al Mese di Maggio dedicato alla Madonna, Regina di tutti i santi,
cosi ricco di fervore nelle nostre Chiese e comunità con varie iniziative
spirituali e festose, tra le altre anche la solennità della santa Patrona di
Ischia: Restituta, vergine e martire del "Dominico".
Insieme all'intercessione dei santi, eccelle la devozione mariana nella fede del
nostro popolo, significata dalle innumerevoli chiese, basiliche e santiuari a
Lei dedicati nella diocesi, come anche nel vostro Decanato di Barano (S.Maria la
Porta, Maria SS.Madre di Dio, Natività di Maria SS. allo Schiappone e a Succhivo)
e di Serrara Fontana (S. Maria della Mercede, S. Maria del Carmine) e altre
congreghe.
(1)
Il primo nostro impegno personale e comunitario, oltre che pregare Maria,
cantare a Maria, organizzare processioni... è imitare la Madonna perché e stata
la prima discepola del Signore, la Madre di Dio e madre nostra. Il nostro amore
filiale però va fondato sulla Parola di Dio con l'approfondimento biblico: dalla
promessa nel giardino dell'Eden "Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la
tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il
calcagno" (Gen 3,15), alle "donne che prefigurarono Maria nell'Antico
Testamento, fino al Vangelo e agli Atti degli Apostoli, dove gli eventi
salvifici di Gesù Cristo si realizzano anche nella vita di Maria e culminano
nella visione finale della "Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi
piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle..." (Ap 12,1).
In questa fase terminale dell'anno Paolino, piace a tutti noi sottolineare una
delle testimonianze più antiche su Maria, anche se molto sobria: è il brano
della Lettera ai Galati (4,4-6) dove l'Apostolo delle genti scrive: "Quando
venne la pienezza dei tempi, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna,
nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché
ricevessimo l'adozione a figli di Dio".
I1 riferimento alla donna da cui è nato il Figlio di Dio è relativo a Maria, Dio
Padre inviò suo Figlio e "quando venne la pienezza dei tempi" (non è solo un
compimento cronologico ma esprime la densità dell'evento salvifico) cioè giunti
al culmine dell'attesa nel cuore del mistero, viene fra noi il Figlio di Dio
mandato dal Padre e “nato da donna”. Questa espressione mentre evidenzia la
fragilita' della natura umana nel tempo dell'attesa, intende testimoniare il
nuovo inizio della storia con il riferimento alla donna da cui nasce Gesù,
insieme alla sobria sottolineatura dell'appartenenza al popolo ebreo "nato sotto
la legge". Questo duplice riferimento coniuga l'umile mondo degli uomini
all'elevazione ed elezione "perché ricevessimo l'adozione a figli di Dio" (cfr
B.Forte: Maria, la donna icona del mistero).
(2)
La nostra Chiesa Isclana. con il suo XIII Sinodo, già nel Logo indicava, con le
fiammelle della Pentecoste, i carismi, doni dello Spirito come espressioni del
profilo petrino e di quello mariano. coessenziali nella vita della Chiesa in
cammino nella scia azzurra di Maria, verso il "Sole vivo" che è Cristo Signore.
Attraverso le varie fasi parrocchiali, decanali e diocesana, con le scelte
pastorali sia liturgiche che devozionali radicate nella catechesi e nella
predicazione, tutta la spiritualità mariana è stata sintetizzata nel IV capitolo
del Libro Sinodale: "Maria, icona del Sinodo, la Donna Nuova nell'Amore,
Immagine e modello della Chiesa come Vergine, Sposa e Madre".
In questa icona della Donna Nuova nell'Amore si rispecchia la nostra S. Chiesa
di Ischia:
a) Maria, come Vergine, accolse nella sua disponibilità e
umiltà totale l'annuncio dell'Angelo sulla scelta di Dio verso una semplice
ragazza ebrea. E l'Angelo disse: "lo Spirito scenderà su di te, e la potenza
dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra..."(Le 1.35) e la Madonna diventa
terreno d'Avvento del Messia atteso dagli albori del tempo e comincia a tessere
nel suo grembo verginale la carne e il sangue del Figlio di Dio. divenuto figlio
dell'uomo, quando "il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv
1,14).
Cosi la nostra Chiesa deve saper donare accoglienza alla Parola di Dio "Chiesa
di Ischia ascolta!... accogli!..." (Giov.Paolo II), e incarnarla nella propria
esistenza, dove risuonano le invocazioni, i gemiti, le domande di senso e le
richieste di aiuto della nostra gente, per ricevere una risposta alle difficoltà
o contraddizioni dell'esistenza. I1 tutto senza discriminazioni di efficienza,
senza distinzioni di mentalità, senza differenze di classi sociali o di cultura,
anzi riservando attenzione e tenerezza verso i più deboli, malati, disabili,
anziati, angosciati...
b) Maria, come Sposa, fu simbolo dell'Arca dell'Alleanza tra il
divino e l'umano perché inondata dallo o nello Spirito Santo, in comunione
sponsale, e divenne la "piena di Grazia" celebrando nella sua carne l'incontro
del SI di Dio e del Si libero e umile della creatura umana.
Cosi la nostra Chiesa, nella successione apostolica del Vescovo, è la sposa
"senza rughe o senza macchie" del suo Signore che la rende luce sul monte,
splendente di bellezza, senza ripiegarsi su luci colorate, senza intermittenze
di impegno, senza scadere in giudizi e pregiudizi e infine senza nascondersi
sotto il moggio dell'indifferenza e della pigrizia. E' invece dispensatrice di
"grazia" con la celebrazione dei sacramenti, è modello di santità e profezia
secondo la ricchezza dei diversi carismi, elargiti dallo Spirito sui fedeli
laici e riconosciuti dalla Chiesa, in vista del bene comune.
c) Maria, come Madre dell'umanità di Dio e nostra è "Madre
spirituale" di coloro che il Padre ha resi figli nel Figlio. La sua è una
mediazione materna in unione con Gesù nel sacrificio al Padre e dona Gesù agli
uomini nello Spirito. Perciò a Maria "Figlia del suo Figlio" nel SI supremo
sotto la croce, fummo tutti affidati nella persona di Giovanni, il discepolo
prediletto, che "la prese con sé", nella sua casa.
Cosi la nostra Chiesa è icona materna perché genera figli "concepiti per opera
dello Spirito Santo nel Battesimo, li conferma nella Cresima, li nutre
nell'Eucaristia, li sana nel sacramento della Penitenza e nell'Unzione dei
malati, li unisce nell'Amore sponsale del Matrimonio e associa alla sua missione
di salvezza i chiamati all'Ordine sacro.
Perciò come "come Madre del Verbo Incarnato - è scritto nel Libro Sinodale n.
186 - ha la capacità di abbracciare ogni vocazione e missione ecclesiale ...
mette in comunione e dà unità a tutte le realtà della Chiesa all'origine, nel
suo stesso nascere.
Affidiamo sempre, ma soprattutto in questo scorcio del Mese Mariano '09, quasi
al termine dell'Anno Paolino, il cammino post-sinodale della nostra Chiesa
perché sia "festinanter" cioè pronto e perseverante come quello di Maria in
visita alla cugina Elisabetta anche sulle asperità delle montagne dell'Ebron e
sulla Via Crucis del Figlio.
La benedizione materna di Maria, come l'abbiamo invocata nella Supplica dell' 8
Maggio e la benedizione paterna e fraterna del vescovo discendano sovrabbondanti
su tutti voi.
Ischia 17 Maggio, S.Restituta '09

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