LETTERE PASTORALI
 


 

29 GIUGNO - DOPO SINODO

 


  

                           IL DOPO–SINODO con S. PAOLO:
                        la MISSIONE della CHIESA di ISCHIA


Carissimi,
la conclusione dell’Anno Paolino non significa il termine dell’impegno di evangelizzazione, conversione, adesione a Cristo con la fede e l’urgenza della carità, anzi sfocia per noi, Chiesa di Ischia, come attuazione del XIII Sinodo, nella Missione.
La predicazione di Paolo, “apostolo delle genti” è segnata appunto da quest’ansia missionaria fino ad esclamare: “Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo, è per me un dovere: guai a me se non evangelizzo!” (1Cor 9,16) e quest’annuncio di Cristo che è la Parola fatta carne, si realizza con la Parola della Croce “Io ritenni
infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso” (1Cor 2,2).
Attraverso la missione di annuncio e testimonianza possiamo contribuire a rendere “una e nuova nell’amore” la nostra Chiesa e l’ambiente a partire dal nostro piccolo presente, come pure a comprendere le difficoltà della società, le crisi economiche ed etiche di questo tempo in cui si stenta a riconoscere la Verità e si accantonano le responsabilità davanti alle problematiche che investono giovani, famiglie, anziani, malati, bambini, immigrati …
E’ vasto il campo di grano e pochi gli operai per la messe, perciò c’è bisogno di tanta preghiera da parte di Parrocchie, comunità, gruppi... e speriamo anche di un priorato di monache claustrali in adorazione, ed è necessaria l’accoglienza e l’accompagnamento di
vocazioni alla vita consacrata e missionaria.
Papa Benedetto XVI, proprio in questi giorni, ha inaugurato per tutta la Chiesa l’Anno Sacerdotale nel 150° dell’Ordinazione presbiterale del S. Curato d’Ars Giovanni M.Vianney che ci viene offerto come modello e al quale accostiamo i nostri esempi “fatti in casa” come il Venerabile Don Giuseppe Morgera, Don Ciro Scotti e altri.
Il tema proposto “Fedeltà di Cristo, fedeltà della Chiesa” sarà invocato, riaffermato e recuperato per il bene spirituale di tutti, sia presbiteri che fedeli laici, perché fondamento è “la fedeltà del Signore dura in eterno” (Ps 117,2).
Il XIII Sinodo della Chiesa di Ischia scrive che i presbiteri “sono chiamati da Gesù e come gli apostoli hanno lasciato ogni cosa per stare con Lui e mettersi, come Lui, al servizio di Dio e dei fratelli “nella donazione totale per condividere il progetto del Padre che vuole tutti gli uomini salvi” (Cfr.L.S. 114-115).
Essi in modo particolare sono per la vita e non per la morte: custodi della vita; per la pace e non per la guerra: apostoli della convivenza civile; per l’amore e non per le divisione: operatori di carità; sono per la libertà e non per la schiavitù: testimoni di verità.
Ma quest’Anno sacerdotale per tutta la Chiesa siamo invitati a coniugarlo con il tema del prossimo decennio, ancora da definire, sulla questione educativa: il compito urgente dell’educazione.
L’urgenza educativa è determinante per la Chiesa, maestra di vita (e i presbiteri sono educatori nella fede) in tutti gli aspetti: famiglia, scuola, società … tutte agenzie educative che, interagendo, concorrono alla crescita umana, culturale, sociale e religiosa di adolescenti e giovani che rappresentano il fututo dell’umanità.
In questa sintonia di intenti, anche la nostra piccola barca della Chiesa di Ischia che si riconosce nella grande barca di Pietro attuerà l’anno sacerdotale, il dopo-Sinodo e la questione educativa in una Missione Giovani-Famiglia.
La promozione e la realizzazione di un’adeguata pastorale della famiglia si deve fondare, quando tanti focolari si spengono o si cambiano in convivenze a causa di separazioni e divorzi, nella nitida consapevolezza che attraverso la famiglia la Chiesa vive e compie la missione affidatale da Gesù Cristo e che la famiglia è sì, oggetto fondamentale della evangelizzazione e catechesi della Chiesa, ma è anche il suo indispensabile ed insostituibile soggetto: il soggetto creativo.
Così molti giovani, incantati da tante sirene, richiamati da continui messaggi consumistici, abbagliati da fuochi fatui, illusi da innumerevoli miraggi, abbindolati da pseudo-ideologie e catturati nelle spire della droga e dell’alcool, inconsciamente manifestano in queste realtà una larvata sete di felicità. Molti, come i Magi verso Betlemme diventano “cercatori di Dio” sbagliando anche strada, e alcuni incontrano
Cristo e centrano la loro vita sul Vangelo.
Tutti vanno “contattati e invitati” a fare un cammino insieme: tra i pochi giovani delle nostre comunità cristiane che vivono l’apostolato e la testimonianza, con i tanti, troppi giovani, anche bravi e studiosi, ma che non hanno ancora incontrato Gesù nella propria vita. E allora la Missione diventa un “cammino insieme” tra un piccolo ruscello e un
fiume grande che confluiscono nel mare immenso dell’Amore di Dio “Ad Deum qui laetificat juventutem = che rende gioiosa la loro giovinezza”.
“Venite e vedete”(Gv 1,39) disse Gesù ai due discepoli che gli chiesero dove abitava e anche gli operai chiamati a diverse ore del giorno dal padrone della vigna per lavorare, alla domanda:”Perché state tutto il giorno inoperosi ?” risposero: “Nessuno ci ha chiamati a giornata” (Mt 20,7), diventano motivo fondante di una missione Famiglia-Giovani per un’operazione contatto, un invito a camminare insieme e un’esortazione libera e liberante a donarsi agli altri, nella testimonianza di una vita cristianamente accolta e vissuta.
E siccome questo percorso educativo nella Missione verso tutti, parte dalla propria identità cristiana e si effonde sugli altri guardando il volto materno di Maria, Madre della Chiesa e Madre di Gesù che “cresceva in età, sapienza e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini” (LC 2,52), così la nostra riuscita missionaria nella pastorale Famiglia-
Giovani, crescerà nella misura in cui tutti guarderanno a Maria in cammino missionario verso le montagne dell’Ebron per aiutare la cugina Elisabetta (Cfr. Lc 1,39ss).
Il Signore, la Madonna, S. Paolo e i nostri Ss. Patroni ci accompagnino e ci assistano in questa nostra Missione.

A tutti il mio augurio e la mia benedizione

Ischia 29 Giugno, chiusura dell’Anno Paolino 2009


                                             

 

 

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