Diocesi7

LETTERE PASTORALI



 

”UN ANNO di GRAZIA” 


”Aprite le porte a Cristo”: e il S. Padre Giovanni Paolo II, nella notte di Natale 1999, apre la grande porta santa del giubileo al Redentore che rinnova il mistero della sua nascita del mondo. 
Anche la nostra Chiesa d’Ischia fedele all’invito del Papa, apre le porte di tutte le parrocchie, comunità, gruppi, movimenti, associazioni, case e cuori per vivere ”un anno di grazia”, di riconciliazione e di perdono. 
Nel giorno del Natale del Signore, inizio del Giubileo, il tempo si contagia di eternità, il cielo si riversa sulla terra, la nostra casa diventa la dimora di Gesù e il creato intero entra nel riposo di Dio: stupenda, mirabile realta dell’Incarnazione di Cristo che diventa il centro dell’universo e della storia dell’umanità intera che, santificata dalla sua presenza, diventa il luogo perenne della sua dimora. E’ l’anno giubilare del 2000, l’anno di Gesù Cristo, Salvatore e Redentore che accoglieremo con amore e con onore, lui solo seguiremo con docilità, Lui solo assumeremo come modello di vita e di rinnovamento personale comunitario. 
1. IL GIUBILEO EVOCA... 
Fare memoria del mistero dell’Incarnazione a duemila anni dalla nascita di Gesù e il primo aspetto del Giubileo, che deve essere al centro dei nostri pensieri e comportamenti perchè attualizza e ripresenta il grande annuncio ”il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14), anzi, per gli ebrei nomadi del deserto ”venne a porre la sua tenda in mezzo al nostro accampamento ”. Al centro cioe dell’evento giubilare c’è l’ingresso di Dio nella storia degli uomini, 1’irrompere dell’eternità nel tempo. 
E’ questo il nucleo centrale della fede cristiana: il ”Credo in un solo Dio” non solo ”Padre onnipotente”, non solo ”Creatore del cielo e della terra”, ”l’altissimo onnipotente bon Signore” (S. Francesco”), o il ”totalmente altro”(R. Otto), ma anche il Dio con noi, l’Emmanuel, il ”totalmente dentro” la nostra vita, che si è abbassato fino all’uomo per assumere 1’umanità, la carne, la povertà, la fragilità,...,anche il peso del peccato. 
Vivere il Giubileo che evoca l’incarnazione di Gesù nell’umanità significa allora: 
* penetrare nel mistero di” Dio fatto uomo” nel grembo verginale di Maria, una semplice ragazza di Nazareth diventata perciò madre di Dio;
* entrare nel paradosso di un amore infinito che ha voluto prendere casa con gli uomini della nostra terra, per formare la famiglia dei figli di Dio;
* aprire lo spazio della nostra anima alla presenza di Gesù che vuole innestare la sua vita sulla nostra e cosi aprire le nostre comunità, da quella familiare a quella ecclesiale, da quella associativa a quella civile, da quella scolastica a quella sociale, a Cristo che rinasce donandoci la grazia della sua Incarnazione fra noi;
* incarnarsi però, a nostra volta, nelle situazioni di povertà materiale e spirituale della gente facendoci carico dei problemi e difficoltà del territorio;
* scoprire questa presenza velata, ma reale, di Gesù nel tabernacolo del nostro cuore, nell’ostensorio della comunità, nella carne e nel sangue di tanti nostri fratelli diseredati, emarginati, ammalati, disabili, anziani....
 2. IL GIUBILEO CONVOCA..
Il Giubileo convoca tutta l’umanità, la Chiesa intera, le varie categorie di persone, gruppi, associazioni, movimenti.... per sperimentare 1’unità della fede, vivere la comunità nel cammino di speranza e testimoniare la comunione nel vincolo della carità” perchè il mondo creda” (Gv 17,21) 
Esprimeremo il nostro ”Sentire cum Ecclesia” cioè la sintonia con la Chiesa universale, attraverso la partecipazione ai grandi raduni presieduti dal S. Padre che con passo stanco ma sguardo lungimirante, ci ha guidati verso il nuovo millennio: 
 -     I Pellegrinaggi a Roma sulle orme di Pietro, al Sinai sulle orme di Mosé, ai Santuari Mariani e alle  nostre chiese giubilari saranno per noi immagine di una comunità in cammino verso mete religiose oltre che geografiche, chiamata a sperimentare un cambiamento interiore;
- L’indulgenza plenaria, con il perdono dei peccati nel sacramento della confessione e la partecipazione alla mensa Eucaristica con la preghiera secondo le intenzioni del Papa, ci farà attingere al grande tesoro di santità della Chiesa, a piene mani, per noi e per gli altri;
lo spirito penitenziale nell’uso moderato dei beni di consumo e delle feste, dedicandosi ad attività caritative e umanitarie per le varie urgenze della nostra comunità, sarà una scelta di vita ispirata al dono totale di sé nella sequela di Gesù Cristo. 
Ma il Giubileo convoca, ed è questa una novità assoluta, anche le Chiese locali a vivere un ”cammino insieme”: e su questo percorso che Gesù Cristo ci chiede l’impegno di esprimerci, nei confronti della società civile dell’isola, come ”Chiesa una” all’interno delle nostre comunità, in dialogo ecumenico con le altre tradizioni cristiane e interreligioso con tutti coloro che cercano il vero volto di Dio con cuore sincero. 
L’unità non è un vago sentimento da ”vogliamoci tutti bene” ma richiede come anima lo Spirito Santo – Amore in un corpo compaginato nell’armonia di carismi e misteri, con il discernimento e la guida del pastore, segno di Cristo capo. 
Perciò si traduce in scelte pastorali non frammentate, ma pur nella varietà dei metodi, tutte convergenti verso le mete proposte di nuova evangelizzazione e carità, profezia e liturgia, seguendo le indicazioni del nostro Convegno Ecclesiale negli ambiti della famiglia, dei giovani, del progetto culturale e dell’impegno socio politico verso le antiche e nuove povertà. 
E’ il grande proposito giubilare che come Chiesa di Ischia vogliamo attuare: favorire maggiormente i momenti comunitari ridimensionando le nostre attività e celebrazioni ” particulari”, verificarci e confrontarci scambievolmente senza procedere in ordine sparso o peggio su piste parallele, incrementare gli organismi di comunione (Consigli pastorali e Consigli per gli affari economici). 
3. IL GIUBILEO PROVOCA... 
Sulla scia del giubileo d’Israele che veniva annunciato con squilli di tromba (jobel o shofar), grida di acclamazioni (teruah) e proclami di liberazione, come è descritto nel libro del Levitico (Lev 25), quest’anno di misericordia e di fedeltà viene inaugurato per essere un tempo di grazia che ci provoca alla conversione e alla riconciliazione. 
Nel giubileo biblico, fondamentale era ristabilire la giustizia, ridistribuire la terra, restituire il maltolto, condonare i debiti, liberare i prigionieri, vivere un vero cammino verso Dio e verso i fratelli. 
E’ questo il cammino del Giubileo 2000: di conversione verso Dio e di riconciliazione verso gli altri anche attraverso una ”purificazione della memoria” (Cfr. Tertio Millennio Advenience, 33 – 36). 
A) Cammino di conversione verso Dio: dalla contemplazione evocativa dell’Amore di Dio che fa casa con l’uomo, scaturisce un atteggiamento di rinnovamento interiore per preparare una degna dimora all’Emmanuel (Dio con noi) e quando gli uomini, convocati in unità, si sentono amati incondizionatamente al di là dei propri meriti e delle proprie debolezze, sono provocati a rinnovare se stessi e avvertono il bisogno di perdono e di penitenza. 
B) Cammino di riconciliazione con gli altri: esso consiste nel ricercare la via della giustizia che si esprime nel perdono scambievole, nel condono, nel comporre le liti, superare le offese, riallacciare rapporti, percorrere vie di pace tra fratelli, nelle coppie separate, nelle famiglie divise, nelle istituzioni in continua contrapposizione, nelle amministrazioni a volte in competizione, nei gruppi di appartenenza a circuito chiuso, sino a raggiungere il valore della pace universale contro ogni guerra, in quest’era di interdipendenza e di globalizzazione, densa di contraddizione e di ingiustizie ma anche stimolante per la costruzione di un ordine internazionale più umano. 
C) Purificasione della memoria: la riconciliazione e la comunione non sono solo personali ma anche comunitarie nel periodo delle colpe passate, perpretate in altre circostanze storiche. E’ l’atteggiamento penitenziale della Chiesa oggi e delle nostre comunità, un atto di coraggio nel perdono con uno stile squisitamente evangelico non per revisionismo storico ma per una testimonianza evangelica in spirito di verità e carità (Cfr. Gv 8,32: ”la verità vi farà liberi”).
      Forse nella nostra diocesi di Ischia ci sono ricordi non sempre purificati dalla grazia del perdono, forse ritardi e difficoltà hanno rallentato il passo nell’attuazione del Vangelo e nell’avvento del regno di Dio, forse il volto della nostra piccola Chiesa isclana, chiamata ad essere la sposa di Cristo ”senza rughe e senza macchia”, si presenta con qualche infedeltà o incoerenza, ma con il cuore pronto ad aprirsi al domani. 
Perciò abbiamo tutti bisogno, leggendo il passato alla luce dell’evento che stiamo vivendo, di perdonarci gli uni gli altri. Ma è altresi importante recuperare anche la memoria del bene: è questo un esercizio ascetico e psicologico che ci consente di entrare in una logica di grazia e di ottimismo perchè la storia della Chiesa di Ischia è ricca di meriti nei campi della cultura e della santità, della carità e della fedeltà alla cattedra di Pietro.
La luce della speranza, allora, illumini sempre il nostro cammino. 
Il giubileo evoca, convoca, provoca e..... 
4. LA CHIESA INVOCA. 
A nome dell’umanità intera, la Chiesa invoca ”fiumi di acqua viva” che sgorgano dal Cristo già presente nel mondo ma sempre atteso. 
La Chiesa invoca sempre ”Maranatha” cioè ”Vieni, Signore Gesù”, se letto come invocazione, ”Il Signore Gesù viene!” se letto come certezza della fede, davanti alla porta del grande Giubileo, che si spalanca verso l’interno e verso l’esterno della Chiesa stessa.
A) Verso l’interno della chiesa la porta si apre al luogo 
- dove avviene l’esperienza dell’incontro ”faccia a faccia” con Gesù Cristo nei sacramenti, nella Parola, nell’assemblea dei fratelli; 
- dove c’è la fonte della misericordia e del perdono nella confessione per richiamare tutti alla gioia del ritorno attraverso lacrime di penitenza;
- dove ci sono l’altare e la mensa della Parola, centro dell’assemblea che si nutre di pane vivo e ascolta parole di vita;
- dove è piantata la croce, segno di redenzione e di salvezza, davanti alla quale ogni cristiano professa la propria fede con il Credo e il proprio amore con il Padre nostro.
- Sarà così per i nostri luoghi di culto e per le nostre Chiese giubilari, particolarmente per la Cattedrale dove il vescovo raduna in unità visibile tutto il popolo santo. 
B) Ma il Giubileo apre la porta anche verso l’esterno della chiesa per ”andare a predicare il vangelo ad ogni creatura”, come gli apostoli che, sospinti dal vento dello Spirito e bruciati dal fuoco della Pentecoste, spalancarono le porte del cenacolo e uscirono in mezzo alle strade, entrando nelle case e nelle sinagoghe, annunciando Cristo con coraggio. 
Sarà cosi anche per tutti, noi, impegnati all’interno delle nostre comunità ma anche nell’andare a predicare il vangelo ”strada facendo”, entrando in tutti i luoghi dove 1’uomo vive, soffre, gioisce, lavora, studia....cioe case, ospedali, scuole, alberghi, discoteche, stadi,, ...per portare semi di luce e scintille di testimonianza evangelica. 
La Chiesa, insieme a ”Cristo che è la porta” (Gv 10,7), invoca Maria ”porta del giubileo”e”porta del cielo” come la preghiamo nelle litanie lauretane, perchè se Gesù è venuto al mondo duemila anni fa attraverso il suo grembo, è attraverso la sua intercessione e protezione materna che noi incontriamo Gesù Cristo, Signore della storia nel prossimo millennio. E’ lei che accompagna e sostiene i passi di tutti i fedeli che intraprendono la gioiosa esperienza dell’anno giubilare. 
La chiesa invoca i santi patroni San Giovangiuseppe della Croce, il poverello di Ischia e S, Restituta, la martire africana del ”dominico” cioè della Messa, ambedue testimoni di Cristo, che risplendono sul volto della nostra comunità isolana come esempi di vita e intercessori. 
Con la benedizione del Signore che ci incoraggia a perseverare nel nostro cammino intrapreso, unitamente a quella del S. Padre Giovanni Paolo II che ha sempre sperato profeticamente di accompagnarci nel Giubileo, anche la mia particolare benedizione come pastore e fratello ”venuto a vivere con voi....per essere il vescovo del passaggio di millennio” verso un avvenire di giubilo e di pace. Amen.

Natale del Signore 1999 


 


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