LETTERE PASTORALI


 

 

LETTERA  PASTORALE
 

  “Le consegne di Pietro il pescatore”

 

   " Chiesa che vivi ad Ischia: sii docile e obbediente alla Parola di Dio e sarai laboratorio di pace e di autentico amore.
   Diventerai Chiesa sempre più accogliente, dove tutti si sentono a casa...
   Sii una comunità che sa " ascoltare ", una terra pronta ad “ accogliere”, una famiglia che si sforza di « amare « tutti  in Cristo...
   Chiesa carissima che vivi in Ischia! Il soffio dello Spirito di Cristo ti spinge verso gli orizzonti sconfinati della santità.
   Non temere, ma con fiducia prendi il largo!
   Avanza fiduciosa. Sempre!”
                                                                                                       
(Omelia della domenica 5 maggio 2002)

    Queste frasi contengono una triplice consegna che Giovanni Paolo II ha lasciato a noi, tre “A” da affidare a tutti, credenti e non, perché lui è padre di tutti coloro che lo riconoscono come autentico testimone di pace e di unità.

 1) ASCOLTA !
   Ascoltiamo lo Spirito che parla alla nostra Chiesa e chiede disponibilità e impegno nel mettere in pratica e tradurre in opere buone quanto ci viene richiesto dalla volontà di Dio: è lo shemà che porteremo non tanto appeso sulla fronte o agli stipiti delle parrocchie e delle nostre case, ma nel cuore, nella famiglia e nella comunità.
   Desideriamo centrare la nostra vita cristiana sulla Parola che guida sui sentieri della storia i nostri passi, sul Vangelo  che salva, sull'insegnamento degli apostoli attraverso il magistero della Chiesa ed essere  " assidui “ in quest’ascolto cioè " perseveranti “ nella Lectio divina, meditazione personale, ritiri spirituali, predicazione, catechesi, gruppi del Vangelo, nei luoghi di decentramento pastorale delle parrocchie....
   Ma noi vogliamo coniugare questo verbo " ascoltare " anche nei riguardi del mondo, perciò “Ascolta o chiesa di Ischia”:
- il grido dei poveri e degli emarginati,
- il gemito degli ultimi e degli oppressi,
- il pianto degli ammalati e dei disperati,
con una capacità che trovi " risonanza " nel nostro cuore " e “ risposte " nel nostro operare, perché si può ascoltare e fare " orecchie da mercante " e si può vedere " senza guardare la pena e l'angoscia dei fratelli bisognosi “.
   Il nostro  "ascoltare " allora sarà incarnato nella solidarietà, condivisione  e partecipazione alle preoccupazioni materiali e spirituali del nostro prossimo sapendo che quando " la Parola si è fatta carne " nel grembo accogliente di Maria, Cristo nostra salvezza ci ha redenti con il dono della sua vita, ci ha saziati con il suo corpo e il suo sangue, ci ha chiamati per nome a seguirLo sulle sue orme.
   Nelle nostre comunità, nella catechesi, nei laboratori di fede, nella scuola per operatori pastorali, nei gruppi biblici il nostro " ascoltare " non sia operazione intellettualistica ma profonda  incarnazione e traduzione in opere e giorni dalla nostra esperienza cristiana.
   Questo nuovo stile produrrà, ci ha detto il Papa, come frutto immediato, la gioia.
Se vogliamo sperimentarla sempre, il nostro impegno non sia discontinuo ed occasionale ma diventi il normale cammino della nostra chiesa sia nei momenti ordinari della pastorale sia negli eventi straordinari di feste patronali, quando si aggiunge il coinvolgimento anche dei lontani attratti dal folklore e dagli aspetti esteriori che possono servire a favorire un clima di famiglia senza però sostituire i valori della catechesi, dei sacramenti della preghiera e della solidarietà.

 2) La seconda “A” è ACCOGLI !

   La nostra vocazione cristiana e umana s’incarna in un territorio benedetto da Dio per le sue bellezze naturali: un clima dolcissimo, un mare turchese, il verde intenso delle pinete, i fiori lussureggianti, le case delle ville color pastello e una ricchezza del sottosuolo davvero straordinaria per l'abbondanza delle acque termali e per le coltivazioni più varie.
   Tutta questa " grazia di Dio " attira nella nostra bell’isola milioni di turisti per vacanze, cure, visite, relax...
   Siamo chiamati a vivere in pienezza la vocazione dell'accoglienza non tanto in termini di affari ma soprattutto in termini di cortesia, disponibilità, apertura... " non di solo pane vive l’uomo (Mt 4,4) “ ma anche di cultura, spiritualità, tradizioni e religiosità di cui è ricca la nostra gente.
Perciò il S.Padre parlava di " laboratori d'accoglienza “, per offrire agli ospiti insieme a " pacchetti turistici " anche occasioni per rinfrancarsi nello spirito.
   Ma alla radice di questo stile accogliente verso gli ospiti e i turisti, è necessaria l'accoglienza reciproca:" accoglietevi gli uni gli altri " sia l'impegno fondamentale delle nostre comunità, gruppi, movimenti, associazioni, famiglie, alberghi, terme, centri commerciali... Perché troppi diaframmi, continue riserve mentali, veti incrociati, gelosie e contese, litigiosità e rivalità ci dividono, insieme a varie ingiustizie nel lavoro stagionale. Tutto ciò può rendere la nostra accoglienza solo, “ formale e superficiale ".
  Il triste primato di essere il luogo più contenzioso della regione, venga sostituito dal primato dell'accoglienza contrassegnata da tanta  "dolcezza e rispetto”, come ci ha indicato il Papa.

    3)"ASCOLTA” e “ACCOGLI”  sfociano nella immensità della terza “A” : AMA !
   Chi ascolta la Parola e l’accoglie nella vita, realizza in pienezza l’amore, un amore che si manifesta nell'impegno cristiano " Chi mi ama osserva i miei comandamento (Giovanni 14,15) ” e nell'incontro con i fratelli " Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi (Giovanni 15,12) ”.
   Se entriamo in questo circuito d’amore lo trasmetteremo a  tutto l'ambiente da noi frequentato come il sale che dà sapore e la luce che illumina, secondo le stupende parole di Giovanni Paolo II ai nostri giovani radunati nel Piazzale del Soccorso a Forio in quel fatidico 5 Maggio c.a.:

“ Giovani di Ischia, siate il sale della terra che dà sapore e bellezza alla vita… e consente a tutti l’accesso al nutrimento che viene dall’alto…
Giovani di Ischia, siate raggi della luce di Cristo…propagate questa luce in ogni ambiente…
Questo messaggio va trasmesso con la velocità della luce ! Non perdete tempo: la vostra giovinezza è troppo preziosa per essere sciupata…Dio ha bisogno di voi e vi chiama ciascuno per nome…Siate le sentinelle intrepide del Vangelo che attendono e preparano l’avvento del Giorno nuovo che è Cristo “.
  
Chi ama diffonde luce, calore e senso intorno a sé perché il bene tende ad espandersi “ bonum est diffusivum sui “ come il sale dà sapore e conserva gli alimenti perché siano donati a tutti e la luce che diffonde i suoi fotoni con grande velocità in tutte le direzioni.
   E’ specifico dei giovani correre come atleti e agire con sollecitudine senza attardarsi in ragnatele di parole e di azioni insignificanti.
   Ai giovani il Papa ha affidato il compito di propagandare questi raggi della luce di Cristo in ogni ambiente scuola, lavoro, famiglia, gruppo, comunità... ma anche di mettere la propria giovinezza preziosa nelle mani di Dio, " perché Dio ha bisogno di voi e vi chiama ciascuno per nome! ”
   La scelta centrale è solo il Signore, la persona di Gesù Cristo.
Non basta un diffuso e anonimo senso religioso della vita o il desiderio del volontariato o l'impegno contro le ingiustizie... È necessario un rapporto personale con Gesù Cristo, persona viva, reale, incontrata nella preghiera personale e comunitaria, accolta nel sacramento dei fratelli.
   Oggi i nostri giovani sono attratti dai grandi valori della pace, dell’amore, della solidarietà, della fraternità... ma " seguire “ Gesù è diverso perché alla base non ci sono concetti universali astratti, bensì l'esperienza personale con Lui che è l'interlocutore principale della propria vita.
Essi non dimenticano che, nella notte magica di Tor Vergata a Roma, durante il Giubileo del 2000, hanno ripetutamente cantato:" Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce... " cioè la luce non è disgiunta dalla croce, anzi la illumina per accoglierla con coraggio senza formule accattivanti e imbonitorie.
   La croce richiede scelte radicali e rinunce, solo allora si arriva alla luce " per crucem ad lucem " e i germogli nascosti ma fioriti del Regno, saranno colti dai giovani che con passo lieto e sicuro vogliono essere il futuro di un’umanità nuova.

 Il passaggio del Papa nell'isola di Ischia, vera Pentecoste per tutti, a distanza di pochi mesi trovi tutte le componenti ecclesiali e civili della nostra isola, ancora in " luna di miele " pronti a tradurre le consegne del S.Padre e di realizzare anche in concreto il segno del " Consultorio familiare diocesano Giovanni Paolo II " per aiutare tante nostre famiglie a vivere il sacramento dell’amore.
   I nostri santi patroni S.Restituta e San Giovangiuseppe della croce, il venerabile parroco Morgera, i vari vescovi, sacerdoti, religiosi/e, laici morti in concetto di santità, intercedano per noi e la benedizione di Dio Padre, della madre nostra Maria e la benedizione mia come fratello vostro, vi accompagnino nel “ prendere il largo “ in questa ripresa della “ Visita Pastorale “.
Vi voglio sempre più bene. 

                                                                                                          + P. Filippo – Vescovo
Ischia 14 Settembre 2002                                                                

 

 

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